Goodwood, estate 2026. Una biposto viola scuro, lucida come una pietra preziosa, ringhia in salita con una frizione vera sotto il piede sinistro: la Hennessey F5‑M Roadster riporta il battito della guida analogica lì dove il pubblico ascolta con gli occhi e con le orecchie.
Sceglie il Goodwood Festival of Speed per il debutto mondiale. È una serie limitata da 12 esemplari, proposta a 2,65 milioni di dollari tasse escluse. Nasce sulla variante Evolution della Venom F5 e si presenta come oggetto da collezione, ma con il carattere di un’arma da pista.
È il telaio 1, nome in codice Maverick. Destinata a un cliente inglese, sfoggia grafiche a mano con le bandiere di USA e UK, carbonio a vista in viola e dettagli in oro anodizzato. Sul nastro d’asfalto di Goodwood la guiderà Martin Brundle, che quella salita la conosce come una sequenza di respiri. Qui ogni movimento si sente, anche dal prato.
Goodwood non perdona il rumore finto. Gli spettatori aspettano l’attacco del gas, il controcolpo del cambio, la correzione di volante. Ed è proprio qui che la F5‑M dice la sua: sotto il cofano c’è un V8 da 6,6 litri, capace di 2.031 CV. Ma la cifra, da sola, non racconta l’idea. L’idea è il cambio manuale a sei marce. Pedale, leva, tempo. È un gesto antico riassemblato con tecnica moderna.
E richiede mani esperte. Hennessey lo ripete con chiarezza: è un’auto per piloti allenati, non per l’applauso del parcheggio. Oggi è la vettura di serie più potente al mondo con cambio meccanico. Un primato netto. Dati su accelerazione e velocità di punta non vengono comunicati per questa configurazione al debutto: nessun numero inventato, qui conta ciò che si può verificare in pista.
Perché tornare alla frizione quando l’automatico è più rapido? Perché in salita a Goodwood l’errore ha un suono preciso, e la perfezione pure. Un manuale obbliga a scegliere. Togli gas, premi frizione, innesta, rilascia. Brundle lo farà davanti a migliaia di persone. Il pubblico sentirà il “click” della marcia e quel mezzo secondo di silenzio tra due urla del V8. È lì che nasce il legame tra macchina e guidatore.
Alto, dichiarato, coerente con l’artigianalità: 2,65 milioni di dollari per un’opera assemblata in pochi pezzi, con personalizzazioni pittoriche e materiali d’élite. Non è solo lusso: è controllo qualità, è tempo uomo, è responsabilità nel consegnare esemplari che devono reggere potenze fuori dal comune.
Terminata la serie, Hennessey valuta di offrire il manuale e il telaio aggiornato su tutte le varianti della gamma Venom F5: Coupé, Roadster e la Revolution per la pista. Finora, la F5 è stata prodotta in oltre 40 unità complessive, segno di una domanda reale e di una filiera capace di sostenere un progetto così estremo.
Mi piace pensare a Goodwood al tramonto. Le balle di fieno, l’odore di freni caldi, le scarpe impolverate. Qualcuno chiude gli occhi e prova a contare i battiti tra una cambiata e l’altra. In un mondo che corre da solo, quante volte ci concediamo ancora il lusso di scegliere il tempo del prossimo innesto?
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