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Grandine e auto, attenzione alle polizze “salva carrozzeria”: le clausole che possono tagliare il rimborso

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Antonio Russo

Dopo il maltempo nel Bergamasco cresce l’interesse per le polizze grandine. Ma franchigie e limiti possono ridurre i risarcimenti.

La violenta grandinata che il 6 maggio ha colpito il Bergamasco ha riportato al centro dell’attenzione un tema che riguarda milioni di automobilisti: le assicurazioni contro gli eventi atmosferici estremi. Cofani ammaccati, parabrezza lesionati e carrozzerie devastate hanno riacceso la corsa alle polizze grandine, spesso considerate una protezione totale contro danni sempre più frequenti.

Grandine auto – racegeneration.it

La realtà, però, è più complessa. Dietro una copertura assicurativa si nascondono clausole, franchigie e limiti che possono trasformare un rimborso atteso in una cifra molto più bassa del previsto. Ecco cosa bisogna sapere prima di firmare una polizza grandine.

Polizza grandine: non è obbligatoria e si può attivare in qualsiasi momento

A differenza della RC Auto, che per legge è obbligatoria, la copertura contro la grandine rientra tra le garanzie accessorie facoltative. Questo significa che può essere sottoscritta liberamente, sia insieme alla polizza RCA sia in un secondo momento, anche con una compagnia diversa.

Le assicurazioni propongono questa tutela in diverse formule: come garanzia singola oppure inserita in pacchetti più ampi che comprendono eventi atmosferici, atti vandalici, furto e incendio o Kasko.

Il mercato è in forte crescita. Secondo i dati ANIA, in Italia sono circa 7,6 milioni i veicoli coperti da polizze contro eventi naturali e atmosferici. Nel 2024 i risarcimenti legati a questi danni hanno raggiunto i 792 milioni di euro.

Le clausole che possono ridurre il risarcimento

Il punto più delicato riguarda proprio le condizioni contrattuali. Ogni compagnia è libera di fissare prezzi, penali e modalità di rimborso. Per questo leggere attentamente il contratto è fondamentale.

Tra gli elementi più importanti ci sono:

  • Franchigia: è la quota fissa che resta a carico dell’assicurato;
  • Scoperto: è una percentuale del danno che il cliente deve comunque pagare;
  • Massimale: rappresenta il limite massimo rimborsabile dalla compagnia.

Molte assicurazioni applicano inoltre la clausola del “maggiore tra franchigia e scoperto”. Un esempio chiarisce bene il meccanismo: con uno scoperto del 10% e una franchigia minima di 500 euro, un danno da 6.000 euro comporta un esborso di 600 euro per il cliente, perché prevale la percentuale più alta.

Non solo. Alcune polizze prevedono il rimborso di un solo evento atmosferico all’anno. Questo significa che, dopo un primo sinistro liquidato, eventuali grandinate successive potrebbero non essere più coperte.

Anche il territorio incide. Nelle aree considerate più esposte ai fenomeni estremi, i premi aumentano e i massimali possono diminuire. In alcuni casi la copertura vale esclusivamente nella Provincia di residenza: se il danno avviene altrove, il rimborso può saltare del tutto.

Auto usate e degrado dei ricambi: cosa cambia

Per le vetture non nuove entra spesso in gioco il cosiddetto degrado dei ricambi. In pratica, l’assicurazione potrebbe non riconoscere il costo pieno del pezzo nuovo, ma soltanto il valore rapportato all’età del veicolo.

Ad esempio, se la grandine danneggia un fanale di un’auto del 2020, la compagnia potrebbe liquidare soltanto una parte del costo necessario alla sostituzione.

Non è raro, inoltre, che le assicurazioni chiedano fotografie preventive del mezzo prima di attivare la garanzia grandine, soprattutto sulle auto usate, per evitare contestazioni su danni preesistenti.

Due esempi pratici: quanto si recupera davvero

I numeri aiutano a capire meglio l’impatto concreto delle clausole.

Primo caso: auto da 30 mila euro con polizza da 100 euro annui, franchigia di 500 euro e massimale di 2.500 euro.
Se il danno provocato dalla grandine è di 2.000 euro, il rimborso effettivo sarà di 1.500 euro: i restanti 500 euro resteranno a carico del proprietario.

Secondo caso: auto da 20 mila euro con franchigia di 200 euro, massimale di 2.500 euro e un solo evento coperto nell’anno.
Per un primo danno da 1.000 euro, l’assicurazione liquiderà 800 euro. Se però dovesse verificarsi una seconda grandinata nello stesso anno, non scatterebbe alcun indennizzo.

Riparazioni: attenzione alle carrozzerie convenzionate

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la modalità di riparazione del veicolo.

Alcune compagnie garantiscono rimborsi più elevati se l’auto viene riparata presso centri convenzionati specializzati nella tecnica “levabolli” a freddo. Al contrario, scegliendo una carrozzeria tradizionale possono essere applicate penali o scoperti aggiuntivi.

Per questo motivo è importante verificare in anticipo non solo quanto si paga di premio assicurativo, ma anche come e dove il veicolo dovrà essere riparato per ottenere il massimo rimborso.

Quando conviene davvero assicurarsi contro la grandine

La polizza grandine può rappresentare una tutela utile soprattutto per chi possiede auto recenti o di valore medio-alto, in un contesto climatico in cui gli eventi estremi sono sempre più frequenti.

Tuttavia non bisogna considerarla una garanzia automatica. Prima di sottoscriverla è essenziale valutare attentamente franchigie, limiti territoriali, numero di eventi coperti e massimali. Solo così si può capire quale sarà il reale livello di protezione in caso di danno.

Antonio Russo

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