Una buona notizia che riguarda il prezzo del petrolio per i consumatori, sembra impossibile ma il costo è diminuito, anche se è nello stesso tempo allarmante.
Incredibile ma vero, il prezzo del petrolio è sceso sotto gli 85 dollari al barile. Le quotazioni sono scese del 15% rispetto alla settimana scorsa che i prezzi erano intorno ai 97,50 dollari. Nonostante i tentativi da parte dell’OPEC Plus (gestita dai sauditi) di tenere un andamento economico adeguato ai tempi con l’aiuto di molti produttori tra cui i russi, c’è stato un effetto domino inevitabile verso la perdita di mercato. Questo declino sembra che durerà per molto tempo.
Dietro a tutto questo c’è un conflitto sul petrolio tra Asia e Occidente. La causa, come sempre, è la guerra, infatti da quando gli Stati Uniti e l’Europa hanno dato il loro sostegno all’Ucraina i paesi in contrapposizione e che sono più sostenitori del filo russo hanno cercato di mettere i bastoni tra le ruote tramite ogni mezzo, compreso la benzina. Da un lato quindi ci sono i paesi che dispongono di liquidità economica dall’altra i paesi che posseggono le materie prime.
Insomma sulle prime l’abbassamento dei prezzi del carburante può sembrare una bella notizia, ma dietro ci sono alcuni fattori davvero preoccupanti. La verità è che si sfrutta la situazione per specularci sopra. Questo è partitamente evidente dal rincaro dei prezzi che c’è stato dall’estate fino adesso.
L’economia mondiale è in una situazione barcollante, si trova a metà tra la stagnazione e la recessione. Motivo per cui le banche centrali sono dovute correre ai ripari cercando di aumentare i tassi d’interesse per battere l’inflazione. La situazione non è delle migliori, dato che l’economia globale è decisamente sottotono. Comunque c’è chi ne beneficerà e sarà il consumatore che vedrà abbassare i prezzi del carburante e che potrà godere anche di una stretta monetaria sui tassi, almeno temporaneamente.
Da questa situazione, però, non dovremmo aspettarci un calo drastico del prezzo che comunque rimane sugli 85 dollari e al momento il dollaro è ancora forte sul mercato. Un’altra nota dolente sono le scarse riserve di petrolio che si trovano negli Stati Uniti, che a poco a poco continuano a scarseggiare. Dal 2020 allo scorso luglio sono crollate di circa 310 milioni di barili. Il governo americano sta cercando di correre ai ripari fissando per legge un prezzo massimo di vendita. Sfortunatamente questa manovra disperata è solo un palliativo, le riserve oramai sono ai minimi storici.
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