La nuova Audi Q7 arriva più alta, più furba e più vicina alla vita reale: spazi veri, tocchi hi-tech che parlano chiaro e un diesel ibrido che cambia l’umore del pedale destro. È una di quelle auto che ti fanno venire voglia di partire anche solo per provare come sta insieme ogni dettaglio.
Venti anni fa la Q7 ha insegnato a noi italiani cos’era una grande SUV premium. Oggi torna alla terza generazione con un piglio diverso. Misura 5,06 metri, ma si nota prima l’altezza: 1,78 metri, frontale più verticale e presenza da ammiraglia. Sulla strada fa scena. In concessionaria da settembre, parte da un prezzo di 87.150 euro. Il resto si capisce guidando. O anche solo salendo a bordo.
Design e abitacolo: spazio che cambia le abitudini
Fuori, i passaruota marcati raccontano la trazione quattro. I fari digitali Matrix LED disegnano una firma sottile e netta. Dentro, il cambio sale sul piantone e libera la console: ricarica wireless fino a 100 W e più vani utili. Davanti ci sono tre schermi: 12,3”, 14,5” centrale e display passeggero. L’infotainment adotta Android Automotive e si comanda anche con ChatGPT, senza menu labirintici.
La novità vera, però, arriva a metà abitacolo. Debutta l’opzione a sei posti: schema 2-2-2 con due poltrone centrali separate e un corridoio comodo verso la terza fila. È il classico “passo io con i bambini” che ti evita il tetris delle cinture. In alternativa restano cinque o sette posti; nelle versioni a cinque o sette puoi fissare fino a tre seggiolini in seconda fila. L’accesso dietro è semplice: la funzione comfort sposta in avanti i sedili con un tocco. Si regolano singolarmente, scorrono e si inclinano anche dai pulsanti sul montante C.
Il bagagliaio cresce: 670-2.075 litri (5 posti) e 581-1.980 litri (7 posti). Il tetto panoramico elettrocromatico, illuminato da micro-LED, trasforma le sere d’estate in un piccolo cinema. Finiture? Dalla lana d’alpaca al carbonio: materiali caldi, non esibiti.
Tecnologia e guida: diesel ibrido, silenzio e spinta
Sotto la pelle c’è la nuova Premium Platform Combustion. Al lancio arrivano due 3.0 TDI con tiptronic: 245 CV e 500 Nm oppure 299 CV e 630 Nm. Entrambi sono ibridi mild 48V con batteria LFP da 1,7 kWh e generatore che aggiunge fino a 24 CV e 370 Nm quando serve. Il pezzo che non ti aspetti è il compressore elettrico: gira a 90.000 giri in 250 millisecondi, riempie il vuoto del turbo e cancella il ritardo in ripresa. Risultato: acceleri in città con fluidità da elettrica, ma con il respiro lungo del diesel.
Con le sospensioni pneumatiche adattive, la Q7 cambia statura: +45 mm in off-road, -30 mm in autostrada. In garage abbassa il retro di 62 mm per caricare senza far ginnastica. Le quattro ruote sterzanti stringono le manovre e stabilizzano ai 130. E di notte, per pedoni e ciclisti, debutta un tocco furbo: gli indicatori che proiettano frecce a terra. Gli ADAS evoluti gestiscono l’emergenza, parcheggiano insegnando fino a cinque manovre e ricordano gli ultimi 50 metri per uscire da un vicolo cieco fino a 10 km/h.
Restano due note operative: Audi non ha ancora diffuso valori ufficiali di consumi WLTP e 0-100 km/h al momento della stesura. Nel 2027 arriveranno le versioni plug-in su base V6 benzina e una mild hybrid a benzina.
Questa SUV full size non urla, convince. Ti fa pensare a un viaggio lungo, notte fonda, scia di luce sull’asfalto e sei poltrone tranquille. Davvero, non è questo il lusso più utile oggi?